Adozione di alberi da frutto, una risorsa per le aziende agricole

Questa pratica sempre più comune nel nostro paese consente ai cittadini di mangiare prodotti sani e agli agricoltori di vendere direttamente al cliente finale

Andrea Pastore 21/04/2014 0

Qualche tempo fa alcune associazioni ambientaliste proposero l'idea di far adottare pezzi di foresta in varie parti del mondo per finanziare la loro protezione, e l'idea ebbe un certo successo tanto da essere stata ripresa da molte altre associazioni, e non solo: anche molte aziende agricole propongono iniziative simili, facendo adottare ai clienti i loro alberi da frutta o i loro animali, per poi ricevere i frutti o i prodotti della sua lavorazione. È il caso dell'azienda Lunarossa vini e passione, un'azienda vinicola di Giffoni Valle Piana, che dal 2010 ha dato il via al progetto “adotta un filare”. Abbiamo fatto alcune domande al titolare dell'azienda.
Com'è nata l'idea del progetto uva?

L’idea inizialmente è nata prima per salvaguardare e recuperare i vecchi vigneti abbandonati dei monti picentini, poi nel 2010 l’evoluzione è stata quella di aprire il progetto a tutti con la formula “adotta un filare”, perche prima il progetto era rivolto solo a chi aveva dei vigneti di proprietà e voleva ottenere recuperare la vecchia vigna o fare un vino finalmente coretto.

Qual è stata l'attività più impegnativa per realizzare il progetto?

Sicuramente la promozione dell'iniziativa, bisognava raggiungere il maggior numero di persone possibile.

 

Cosa ne pensano i clienti?

I clienti sono entusiasti di poter realizzare i loro vino avendo la possibilità di decidere molti parametri.

 

Quali sono i costi per i clienti?

Il cliente paga le bottiglie prodotte dal filare, che sono circa trecento. Ogni bottiglia ha un costo di 5 euro più iva. E possibile dividere le bottiglie del filare tra più clienti, per venire incontro alle persone che vogliono acquistare meno bottiglie.

 

Qual'è il bilancio di questo progetto?

Il bilancio è positivo sia per l'immagine dell'azienda, sia dal punto di vista economico: attualmente abbiamo 15 progettisti e tra questi ci sono anche alcuni ristoratori.

 

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