Nuove misure per l’imprenditoria femminile con incentivi a fondo perduto

Lo scorso 14 dicembre la Gazzetta Ufficiale ha pubblicato un bando particolarmente significativo, che rappresenta una svolta poiché destinatario di un’importante fetta di fondi e rivolto all’imprenditoria femminile. Ecco tutti i requisiti

Gruppo di lavoro

Antonella Santoro 21/12/2021 0

Entra nel vivo il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), una misura rivolta a vari settori dell’economia italiana e che mira a promuovere una ripresa del Paese ponendo particolarmente l’accento sull’imprenditoria, nello specifico su quella femminile. 40 milioni di euro riservati ad imprese a prevalente partecipazione femminile e lavoratrici autonome, per promuovere e sostenere l'avvio e il rafforzamento dell'imprenditoria nazionale, nonché la diffusione dei valori dell'imprenditorialità e del lavoro della donna.

I requisiti del bando

Il bando prevede che per poter essere idonei e poter fare domanda, l’impresa debba:

  • Avere sede legale ed operativa ubicata su tutto il territorio nazionale
  • Essere già esistente o di nuova costituzione per poter rispondere ad una delle due tipologie di incentivi:
  1. incentivi per la nascita e lo sviluppo delle imprese femminili;
  2. incentivi per lo sviluppo e il consolidamento delle imprese femminili.

Per poter partecipare ad una delle due tipologie di incentivi è richiesto che l’impresa sia stata costituita almeno 12 mesi prima della data di presentazione della domanda e che la partita IVA della lavoratrice sia stata aperta da altrettanti dodici mesi precedenti alla presentazione dell’istanza.

Nei 40 milioni di euro sono previsti anche fondi rivolti a diffondere la cultura e la formazione femminile.

Per cosa sono stati stanziati i fondi 

Questi incentivi sono rivolti a tre settori in particolare:

  • produzione di beni nei settori dell’industria, dell’artigianato e della trasformazione dei prodotti agricoli;
  • fornitura di servizi, in qualsiasi settore;
  • commercio e turismo.

L’attività imprenditoriale dovrà essere attuativa entro ventiquattro mesi dalla data di trasmissione del provvedimento di concessione delle agevolazioni ed è necessario pianificare a priori spese non superiori a 250 mila euro al netto d’IVA (per i programmi di investimento che prevedono la costituzione e l’avvio di una nuova impresa femminile) e non superiori a 400 mila euro al netto d’IVA (per i programmi di investimento volti allo sviluppo e al consolidamento di imprese femminili).

Incentivi: molti sono a fondo perduto

Per gli incentivi che riguardano la nascita e lo sviluppo delle imprese femminili, le agevolazioni assumono la forma di contributo a fondo perduto per un investimento massimo corrispondente all’ 80% delle spese previste (e comunque fino a 50 mila euro per i programmi di investimento che prevedono spese non superiori a 100 mila euro); e poi il 50% delle spese previste (per i programmi di investimento che prevedono spese ammissibili superiori a 100 mila euro e fino a 250 mila euro);

Invece per ciò che riguarda gli incentivi per le imprese femminili, le agevolazioni assumono la forma sia di contributo a fondo perduto sia di finanziamento agevolato. In particolare:

  • per le imprese femminili formate da non più di 36 mesi alla data di presentazione della domanda di agevolazione, i sostegni sono concessi fino a copertura dell’’80% delle spese, con un corrispettivo di pari cifra tra contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato;
  • per le imprese femminili formate da oltre 36 mesi alla data di presentazione della domanda di agevolazione, i sostegni sono concessi in funzione dell'investimento effettuato, mentre come capitale circolante nella forma di contributo a fondo perduto.

Previste nelle agevolazioni anche servizi di assistenza tecnico-gestionale, fino all’importo massimo di 5 mila euro, nonchè una parte sottoforma di voucher per l’acquisto di servizi specialistici verso terzi.

 

 

 

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Nello specifico, i progetti pilota riguardano lo sviluppo imprenditoriale locale e devono rispondere ad una, o, al massimo due, delle tematiche proposte, nonché privilegiare le proposte sui servizi innovativi, valorizzando modelli imprenditoriali efficienti:

  • Competitività del sistema produttivo in relazione alle potenzialità di sviluppo economico dell’area interessata
  • Valorizzazione delle risorse naturali, culturali e del turismo sostenibile
  • Transizione ecologica
  • Autoimprenditorialità
  • Riqualificazione delle aree urbane e delle aree interne

Per poter essere esaminati dai responsabili della selezione (5 componenti appartenenti ad Unioncamere, Ministero dello Sviluppo Economico e Ministero dell’Economia), i progetti pilota devono:

  • Essere collocati nell’area di interesse del Patto Territoriale (strumento agevolativo utile a questi bandi)
  • Sugli interventi pubblici è necessario prevedere un progetto di “fattibilità tecnica ed economica”, ovvero l’effettiva possibilità di realizzare interventi come da progetto
  • Per quanto riguarda i progetti che riguardano il pubblico, gli interventi dovranno rispettare i 60 mesi a partire dall’assegnazione effettiva al soggetto imprenditoriale e 48 mesi invece per ciò che riguarda invece il privato

A ciascun progetto pilota vincitore, sarà assegnato un contributo di 10 milioni di euro. I requisiti richiesti al soggetto proponente riguardano anche la compilazione del progetto in modo corretto, ovvero attestante:

  • Nome e dimensioni del soggetto richiedente
  • Descrizione del progetto e data di inizio e fine
  • Dove si sviluppa il progetto
  • Prezzario delle risorse richieste nel progetto
  • Tipologia di agevolazione richiesta ed importo richiesto per la sua realizzazione                                                                                                              

Come presentare la domanda?

Per prima cosa, la domanda può essere inoltrata a partire dal quindicesimo giorno dalla data di pubblicazione del presente bando sulla Gazzetta Ufficiale fino al 15/02/2022 ed esclusivamente tramite Posta Elettronica Certificata all’indirizzo progetti.pilota@legalmail.it

Sarà necessario allegare:

  • progetto pilota;
  • studio di fattibilità tecnico economica finalizzato ad illustrare i contenuti tecnici della proposta;
  • analisi costi benefici sulla fattibilità economico finanziaria dei singoli interventi;
  • previsioni economico finanziarie fino al termine delle attività dei singoli interventi;
  • documentazione atta a dare evidenza della procedura di selezione applicata dal soggetto responsabile proponente e che la stessa sia stata attuata in modalità trasparente ed aperta;
  • copia delle domande di agevolazione relative agli interventi pubblici e/o imprenditoriali selezionati dal soggetto responsabile proponente e facenti parte del progetto pilota oggetto di richiesta di assegnazione dei contributi.

Entro 120 giorni dalla chiusura del bando, la commissione esaminatrice sceglierà i progetti pilota vincitori. Nella fase di esecuzione dei lavori, il soggetto vincitore dovrà consegnare tutta la documentazione necessaria a rendicontare le spese sostenute e le fasi di esecuzione dei lavori entro 60 giorni dalla conclusione.

 I soggetti responsabili provvedono, invece, alla rendicontazione al Ministero. Tale ammontare complessivo è ripartito in dieci quote semestrali, di pari importo, a partire dalla prima quota erogata entro 30 giorni dalla data del provvedimento di assegnazione dei contributi

Gli interventi ammissibili quali sono?

Progetti di investimento, progetti di avviamento, progetti di innovazione, progetti di investimento nel settore della produzione agricola primaria, progetti di investimento nel settore della trasformazione e della commercializzazione di prodotti agricoli e progetti di investimento nel settore della pesca e dell’acquacoltura

 

 

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