Covid-19, un fondo complessivo da 100mila euro destinato a progetti che autino le persone

Niente limiti di tipologia o categoria, l’importante è che siano progetti subito realizzabili con impatto concreto per migliorare la vita delle persone

Andrea Pastore 24/03/2020 0

Innovatori a raccolta per schierarsi in prima linea nella lotta alla pandemia da Coronavirus, sviluppando e proponendo progetti che possano aiutare concretamente le persone.

B Heroes e Boost Heroes - si legge sul sito ufficiale bheores.it - lanciano una call per identificare progetti concreti che possano contribuire ad affrontare l’emergenza sanitaria che ha colpito l’Italia e il mondo. Non ci sono limiti di tipologia o di categoria, l’importante è che siano progetti subito realizzabili con un impatto concreto per migliorare la vita delle persone in questa fase. Portando un beneficio immediato, non necessariamente di carattere sanitario.

La call "C Heroes" si rivolge a tutte le startup già costituite al 15 Marzo 2020 e finanzierà uno o più progetti fino a un investimento complessivo di 100mila euro.

La call si concluderà il 31 marzo 2020 oppure all’erogazione di tutto il fondo: i progetti saranno valutati man mano che vengono presentati e quindi i fondi potrebbero essere interamente assegnati prima della chiusura della call.

(nella foto, tratta da un frame Youtube, Fabio Cannavale, mentor B Heroes)

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Antonella Santoro 21/12/2021

Nuove misure per l’imprenditoria femminile con incentivi a fondo perduto

Entra nel vivo il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), una misura rivolta a vari settori dell’economia italiana e che mira a promuovere una ripresa del Paese ponendo particolarmente l’accento sull’imprenditoria, nello specifico su quella femminile. 40 milioni di euro riservati ad imprese a prevalente partecipazione femminile e lavoratrici autonome, per promuovere e sostenere l'avvio e il rafforzamento dell'imprenditoria nazionale, nonché la diffusione dei valori dell'imprenditorialità e del lavoro della donna.

I requisiti del bando

Il bando prevede che per poter essere idonei e poter fare domanda, l’impresa debba:

  • Avere sede legale ed operativa ubicata su tutto il territorio nazionale
  • Essere già esistente o di nuova costituzione per poter rispondere ad una delle due tipologie di incentivi:
  1. incentivi per la nascita e lo sviluppo delle imprese femminili;
  2. incentivi per lo sviluppo e il consolidamento delle imprese femminili.

Per poter partecipare ad una delle due tipologie di incentivi è richiesto che l’impresa sia stata costituita almeno 12 mesi prima della data di presentazione della domanda e che la partita IVA della lavoratrice sia stata aperta da altrettanti dodici mesi precedenti alla presentazione dell’istanza.

Nei 40 milioni di euro sono previsti anche fondi rivolti a diffondere la cultura e la formazione femminile.

Per cosa sono stati stanziati i fondi 

Questi incentivi sono rivolti a tre settori in particolare:

  • produzione di beni nei settori dell’industria, dell’artigianato e della trasformazione dei prodotti agricoli;
  • fornitura di servizi, in qualsiasi settore;
  • commercio e turismo.

L’attività imprenditoriale dovrà essere attuativa entro ventiquattro mesi dalla data di trasmissione del provvedimento di concessione delle agevolazioni ed è necessario pianificare a priori spese non superiori a 250 mila euro al netto d’IVA (per i programmi di investimento che prevedono la costituzione e l’avvio di una nuova impresa femminile) e non superiori a 400 mila euro al netto d’IVA (per i programmi di investimento volti allo sviluppo e al consolidamento di imprese femminili).

Incentivi: molti sono a fondo perduto

Per gli incentivi che riguardano la nascita e lo sviluppo delle imprese femminili, le agevolazioni assumono la forma di contributo a fondo perduto per un investimento massimo corrispondente all’ 80% delle spese previste (e comunque fino a 50 mila euro per i programmi di investimento che prevedono spese non superiori a 100 mila euro); e poi il 50% delle spese previste (per i programmi di investimento che prevedono spese ammissibili superiori a 100 mila euro e fino a 250 mila euro);

Invece per ciò che riguarda gli incentivi per le imprese femminili, le agevolazioni assumono la forma sia di contributo a fondo perduto sia di finanziamento agevolato. In particolare:

  • per le imprese femminili formate da non più di 36 mesi alla data di presentazione della domanda di agevolazione, i sostegni sono concessi fino a copertura dell’’80% delle spese, con un corrispettivo di pari cifra tra contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato;
  • per le imprese femminili formate da oltre 36 mesi alla data di presentazione della domanda di agevolazione, i sostegni sono concessi in funzione dell'investimento effettuato, mentre come capitale circolante nella forma di contributo a fondo perduto.

Previste nelle agevolazioni anche servizi di assistenza tecnico-gestionale, fino all’importo massimo di 5 mila euro, nonchè una parte sottoforma di voucher per l’acquisto di servizi specialistici verso terzi.

 

 

 

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Antonella Santoro 10/12/2021

Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per rilanciare l'economia in Italia

Il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) è una misura volta ad aumentare il Pil dell’Italia che ha subìto uno stop forzato a causa della pandemia da Covid-19. L'obiettivo è quello di aumentare il tasso di occupazione nei settori produttivi e dei servizi. Con le risorse economiche messe a disposizione dal PNRR (235 miliardi di euro tra europee e nazionali, di cui circa il 30% a fondo perduto), utilizzabili entro il 2026, sono già partiti i lavori in previsione dell'ammodernamento di diversi settori dell’economia italiana.

Obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

Il PNRR nasce a partire dal programma lanciato dall’Unione Europea per rispondere alla crisi per la pandemia, il Next Generation EU (NGEU), un mega intervento che prevede 750 miliardi da distribuire ai paesi beneficiari per intervenire sulla digitalizzazione, sulla transizione ecologica e sulla parità di genere promuovendo la formazione e l’aggiornamento. Approvato lo scorso 22 giugno dalla Commissione Europea, prevede una divisione delle risorse in base a 6 missioni che verranno messe in atto in modo consequenziale e che interessano: la digitalizzazione, l’innovazione, la competitività, la cultura e il turismo, la rivoluzione verde la transizione ecologica, le infrastrutture per una mobilità sostenibile, l’istruzione e la ricerca, l’inclusione e la coesione, la salute. L’Italia è beneficiaria di due strumenti del NGEU: Il RRF che corrisponde al Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e che equivale a 191, 5 miliardi di euro (di cui 68,9 miliardi sono risorse a fondo perduto) e poi il Pacchetto di Assistenza alla Ripresa per la Coesione e i Territori d’Europa (REACT-EU).

Nello specifico le risorse che spettano all’Italia prevedono che il 40% di esse sia rivolto al Mezzogiorno e riguardano le opere strutturali, l’occupazione, l’imprenditoria e la parità di genere, oltre che la ristrutturazione delle aziende giù preesistenti rispetto alle direttive sull'ambiente imposte dall’Unione Europea.

Anche la giustizia prevede una serie di cambiamenti nei processi: si va dalla semplificazione del rito civile processuale in primo grado, nonchè in appello e diventa applicabile a tutti gli effetti il processo telematico. Per quanto riguarda invece il processo penale, si lavora sulla riforma delle fasi di indagini e dell’udienza preliminare, poi ampliare il ricorso ai riti alternativi, rendere selettiva l’azione penale e l’accesso al dibattimento, nonché precisare i termini di durata dei processi. Questo permette anche una sburocratizzazione importante di molte pratiche, non solo a livello processuale, ma soprattutto attraverso la digitalizzazione e l'adeguamento agli altri paesi dell'Unione Europea.

Altro punto di azione previsto nel PNRR è la tutela della concorrenza che prevede maggiori controlli degli illeciti attraverso la Commissione Europea e l’Autorità Garante della Concorrenza. Per garantire trasparenza amministrativa sull’utilizzo dei fondi europei spettanti all’Italia, il Governo ha predisposto uno schema di Governance capeggiata dal Ministero dell’Economia.

Modalità di erogazione del PNRR

Si può accedere ai fondi previsti nel Pnrr attraverso dei bandi che nel corso del periodo 2021-2026 verranno pubblicati dalle amministrazioni del territorio. In quegli specifici casi si potrà partecipare al concorso attraverso la presentazione di un progetto che verrà valutato da una commissione esaminatrice. Vinceranno il bando solo quelle aziende che risponderanno a specifici requisiti e presenteranno un progetto valido. 

Le amministrazioni centrali e gli enti locali saranno inoltre chiamati a redigere, in base alla conoscenza delle proprie necessità nazionali e locali e alla risorse messe a disposizione, dei bandi quanto più chiari e trasparenti possibili attraverso le Istruzioni del Ministero dell'Economia e delle Finanze. In seguito, le stesse selezioneranno poi i progetti meritevoli e riporteranno un riscontro positivo al Servizio Centrale PNRR

 

 

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Antonella Santoro 23/11/2021

Resto al Sud si amplia aprendo anche alle attività commerciali e ad alcune località del Centro Nord

Resto al Sud intende offrire alle realtà imprenditoriali e ai liberi professionisti opportunità concrete per iniziare un’attività sul territorio. Resto al Sud è ormai operativo da diversi anni e si è aperto sempre di più, facilitando le pratiche con requisiti sempre meno restrittivi. Ultima novità, recentemente diventata ufficiale, è la possibilità di richiedere il finanziamento a fondo perduto anche per aprire un’attività commerciale. Un ulteriore passo in avanti che viene ancora più incontro a chi desidera rimanere nel proprio paese e a costruirsi un futuro.

Resto al Sud nel corso degli anni ha coinvolto sempre più regioni, arrivando anche a valicare i confini dell’Italia Meridionale e coinvolgendo località del Centro Nord. I finanziamenti messi a disposizione della misura, ammontano a 1 miliardo e 250 milioni di euro e, secondo dati aggiornati di Invitalia al 1 novembre, sono oltre 10.210 le iniziative finanziate, 432 milioni le agevolazioni concesse e 38.058 posti di lavoro creati. Le regioni coinvolte sono:

  • Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia
  • nelle aree del cratere sismico del Centro Italia (Lazio, Marche, Umbria)
  • nelle isole minori marine, lagunari e lacustri del Centro-Nord. In particolare:
    • Campo nell’Elba
    • Capoliveri
    • Capraia
    • Giglio
    • Marciana
    • Marciana Marina
    • Ponza
    • Porto Azzurro
    • Portoferraio
    • Portovenere
    • Rio
    • Ventotene
    • Isole della laguna veneta: Lido, Murano, Pellestrina, Burano, Sant’Erasmo, Mazzorbo, Vignole, Torcello, San Giorgio, San Michele, San Clemente, San Francesco del Deserto, Marzobetto, San Lazzaro degli Armeni;
    • Isole della laguna di Grado: Isola di Grado, Isola di Santa Maria di Barbana, Isola di Morgo;
    • Isole del lago d’Iseo: Monte Isola;
    • Isole del lago di Garda;
    • Comacina (lago di Como);
    • Isola d’Orta – San Giulio;
    • Isole del lago Trasimeno: Isola Maggiore e Isola Polvese;
    • Isole Borromee: Isola Superiore, Isola Bella, Isola Madre, Isola San Giovanni.

Resto al Sud prevede anche un limite d’età che ha subìto uno slittamento importante e che offre la possibilità anche a chi ha perso il lavoro di aprire un'attività in proprio: a partire dall'età minima corrispondente ai 18 anni, Resto al Sud prevede che si possa fare domanda per gli incentivi fino al limite massimo di 55 anni. Con la misura aggiornata, i fondi verranno elargiti per l’acquisto di macchinari e per i costi di gestione:

  • 50% di contributo a fondo perduto
  • 50% di finanziamento bancario garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI a carico di Invitalia e fino a 50 mila euro per ogni richiedente.

Il limite sale a 60 mila euro per le imprese individuali con un solo soggetto proponente e a 200 mila euro per le società formate da quattro soci.

Ad essere finanziate sono:

  • ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili (entro un massimo 30 per cento del programma di spesa);
  • macchinari, impianti e attrezzature nuovi;
  • programmi informatici e servizi per le tecnologie, l’informazione e la telecomunicazione;
  • spese di gestione per un massimo del 20 per cento del programma di spesa.

Ovviamente sono escluse le spese di progettazione e promozionali, per l'attività di consulenza e per il personale dipendente. 

Per fare domanda si può andare sul sito https://www.invitalia.it/cosa-facciamo/creiamo-nuove-aziende/resto-al-sud 

 

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