Cubbit, la startup del cloud peer to peer

Dei ragazzi di Bologna hanno ideato un'alternativa al classico cloud offerto dai colossi

Andrea Pastore 24/02/2019 0

Già da qualche tempo siamo abituati a conservare i nostri file nel cloud, cosa che ci consente ritrovare tutto su qualsiasi computer, basta digitare una username e password. Tutte le grandi aziende hanno una loro piattaforma di questo tipo: Drive per Google, iCloud per Apple, One drive per microsoft e molti altri. Ci sono poi altre aziende, come Dropbox, che sono specializzate unicamente in un servizio di questo tipo. In questo contesto si inserisce Cubbit, la startup di cui parliamo oggi, che ha ideato il cloud peer to peer: ne parliamo con Alessandro Cillario, cofounder dell’azienda.

Ciao Alessandro, com'è nato Cubbit?
Cubbit è nato nel 2016. Io e gli altri fondatori eravamo studenti universitari, e per finanziare i primi tempi dello sviluppo abbiamo trasformato un appartamento in disuso di un nostro parente in un ufficio che di giorno usavamo come ufficio e di notte come b&b.

Come funziona Cubbit?
Cubbit è un cloud distribuito, ovvero noi offriamo un servizio analogo a google drive dropbox, ma con una sostanziale differenza: i dati non sono in un’unica server farm di proprietà di un’azienda ma  sono distribuiti su una rete peer to peer, ovvero su ogni dispositivo connesso sono memorizzati parti di file cifrati con algoritmo aes256. Solo l’utente ha la password, quindi si tratta di un cloud estremamente sicuro. Per partecipare è necessario acqusistare la cubbit cell, un dispositivo che viene connesso al computer di casa e a cui bisogna connettere degli hard disk. La quantità di spazio disponibile per ogni utente varia in funzione dello spazio che si mette a disposizione. Il servizo è poi gratuito, non ci sono altri costi.

Qual è il vostro modello di business?
Ogni cubbit cell consente di connettere fino a 4 account ed è l’ideale per un uso privato. Offriamo pacchetti alle aziende con la possibilità di avere più utenti pagando una quota di 6 euro al mese. Quando un utente collega un hard disk alla cubbit cell ha diritto ad una quota di cloud pari alla metà della sua capienza. Una parte del resto è utilizzata da noi per rivendere quello spazio alle aziende.

Com’è fatta la cubbit cell?
Per il design della Cubbit Cell abbiamo deciso di ricordare l’immagine delle api che, come vedi, è ripresa anche dal logo stesso; la Cubbit cell è un esagono, infatti, come una cella di un alveare.
Il motivo principale si nasconde anche dietro alla nostra tecnologia: Cubbit si basa sul modello Peer2Peer, cioè affonda le sue radici nelle idee di network e collaborazione. Ogni utente del nostro servizio collabora con tutti gli altri per ottenere un cloud per sempre sicuro, gratuito e green. La forza della tecnologia è proprio nello Swarm, lo sciame di utenti che stiamo costruendo. Per questo, anche la Cubbit Cell volevamo richiamasse all’alveare e alla collaborazione.

I vostri competitor sono molto importanti (Dropbox, Google, Microsoft solo per citare i più noti) e offrono la creazione di un account gratuito. Voi invece offrite tantissimo spazio gratis, ma con una spesa all’ingresso. Come pensate di comunicare questa cosa?

E’ vero, i nostri competitor danno la possibilità di creare un account gratuito, ma questo solo in un primo momento. Prendiamone uno: Dropbox. Un account gratuido su Dropbox ti da 2GB, uno spazio che esaurisci caricando una quarantina di fotografie ad alta risoluzione. E dopo? Sei costretto a pagare almeno 100€ all’anno per continuare a utilizzare il servizio. Noi invece vogliamo un cloud che non richieda più di pagare fee mensili o annuali per essere sostenuto, e soprattutto che garantisce standard di privacy e sicurezza nettamente superiori a quelli dei nostri competitor. Inoltre, tieni conto che la Cubbit Cell può gestire fino a 4 account, e quindi il suo costo finale può essere diviso per quattro.

La produzione di un hardware come la Cubbit Cell è sicuramente molto onerosa, come vi state muovendo per coprire questi costi e vendere le prime unità?
Abbiamo realizzato una campagna di crowdfunding su Kickstarter (in corso al momento della stesura di questo articolo, ndr) che consente ai sostenitori di ottenere la Cubbit Cell a prezzo ridotto. La campagna si è rivelata da subito un successo: solo in un giorno abbiamo raccolto oltre centomina euro a fronte di un obiettivo di cinquantamila!

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