Dalle auto elettriche di lusso al crowdfunding dei record: la storia di Tesla Motors

Un'azienda che ha sempre guardato al futuro, oggi più che mai “luminoso” grazie alle 200.000 prenotazioni in soli 2 giorni della nuova Model 3!

Andrea Pastore 08/04/2016 1

Non un’auto ibrida, non una semplice auto elettrica. Il progetto che l’imprenditore Elon Musk si è proposto di realizzare, attuando per Tesla Motors un crowdfunding da record (9 miliardi di dollari, ovvero 200.000 prenotazioni in soli 2 giorni!) consiste in un nuovo tipo di auto, la rivoluzionaria Model 3, capace di accelerare da 0 a 100 km in meno di 6 secondi, con 346 km di autonomia tra un “rifornimento” e l’altro e ben 5 Stelle per la sicurezza in tutte le categorie; un gioiello a quattro ruote che costituirà il primo vero e proprio veicolo di lusso avente tali caratteristiche, pur mantenendo un prezzo abbordabile (circa 35.000 dollari di base stimati per ogni vettura: il tetto massimo si ferma a 40.000 euro).

È questa, tuttavia, solo l’ultima tappa di un lungo percorso iniziato nel  2003 a San Carlos (California) dai quattro fondatori della Tesla: Elon Musk (co-fondatore di PayPal), JB Straubel, Martin Eberhard e Marc Tarpenning. In 13 anni di sfide, l'azienda è cresciuta a livello esponenziale, fino a coinvolgere esperti in informatica e sistemi di calcolo (da tutto il mondo) nell’ambito dell'ingegneria elettrica ed elettronica.

Fin dai suoi esordi, l’azienda ha investito tutto sulla tecnologia e l’alto valore innovativo dei modelli prodotti, distinguendosi quindi dai numerosi competitors grazie alla realizzazione di veicoli ipertecnologici che sfruttano energia “pulita” evitando, quindi, di danneggiare l’ambiente.

Nel 2008 è stata realizzata (attraverso una collaborazione con la Lotus) la Tesla Roadster, prima sportiva a propulsione interamente elettrica, nonché la prima auto elettrica con autonomia superiore ai 300 chilometri. Per ridurre i tempi di ricarica delle vetture, Tesla Motors ha poi inaugurato il sistema Supercharger, che consente di ricaricare gratuitamente la propria vettura in meno di un'ora. Successivamente ha immesso sul mercato la Model S e Model X (2012-2015), ed è stata la prima azienda a voler applicare la filosofia Open Source ai suoi brevetti nel 2014, ovviamente aprendo le porte a nuovi partner. Il 24 agosto 2015, nella classifica di Forbes, Tesla viene presentata come l'azienda più innovativa al mondo. Ma non finisce qui: da circa due anni, Musk e soci stanno lavorando a una fabbrica di batterie agli ioni di litio, denominata “Gigafactory”, in cui saranno prodotte batterie per almeno 500.000 auto all'anno. La fabbrica costerà 5 miliardi di dollari, sarà operativa a partire dal 2017 e fornirà anche le famose batterie per la casa chiamate “Powerwall”, che hanno già avuto 38.000 prenotazioni in pochi giorni.

Insomma, forte di grandissimi successi, oggi la Tesla Motors – grazie anche all’acclamata Model 3 – si prepara a diventare l’azienda automobilistica del millennio. La situazione, com’era prevedibile, non è rimasta certo sconosciuta agli investitori: oggi le azioni della Tesla registrano una crescita del 3,40%, e continueranno a salire. Inoltre la presentazione dell’ultimo modello, svoltasi nella sede di Hawthorne (California) al grido di «Il futuro delle auto elettriche è luminoso», sembra promettere una svolta. E così Elon Musk, il sudafricano ribattezzato “l’uomo dei sogni”, dopo vari progetti di treni superveloci e navicelle spaziali, si prepara adesso a raggiungere un nuovo, incredibile obiettivo, sulla scia di uno dei crowdfunding – quello della Model 3meglio riusciti al mondo.

Potrebbero interessarti anche...

Andrea Pastore 11/04/2020

Reagire al Coronavirus, le aziende reinventano la produzione: un aiuto e un'opportunità

Nel momento di difficoltà, la parole chiave è reagire. Una volta accusato il colpo, bisogna subito indirizzarsi verso quelle scelte che possano fronteggiare un'emergenza. In Italia, la pandemia da Coronavirus ha spinto numerose aziende, brand consolidati nel panorama economico nazionale e internazionale, a "riconvertire" la produzione: da un lato per scendere in campo nel contrasto del Covid-19, al fianco di sanitari, forze dell'ordine e popolazione, dall'altro per "reinventarsi" in chiave produttiva e cogliere una sorta di opportunità.

Leggi tutto

Andrea Pastore 07/10/2016

Commodore, la storia del computer più venduto di sempre

Oltre settanta milioni di pezzi venduti tra il 1982 e il 1992, fecero del Commodore 64 l’home computer più diffuso e venduto della storia dell'informatica, un risultato che non si è più ripetuto dopo la comparsa sul mercato degli IBM e PC che hanno diversificato l’offerta fino ai giorni nostri.

Leggi tutto

Antonella Santoro 17/12/2021

Da un chiosco di hot dog ad una delle mutinazionali più popolari: la storia di Mc Donald's

Due archi che si incontrano e un nome che ha il sapore dell'America: il Mc Donald's, la multinazionale che ha cambiato le abitudini alimentari di mezzo mondo, come tutti i grandi marchi ha una storia di intuizioni ed opportunità colte da raccontare. Nonostante gli anni e i decenni, il brand americano è cambiato con i tempi e non perde il suo appeal, tanto da rinnovarsi nel look, nel target e nei valori che manda avanti. Da quando il nome Mc Donald's è entrato per vari motivi nella storia, nell'economia e negli studi di marketing, è diventato suo malgrado simbolo della globalizzazione ed è stato il primo "fast food", aprendo la strada ai suoi diretti concorrenti e alle piccole realtà.

Gli inizi: l'intuizione dei fratelli Mc Donald

Siamo nel 1937 in California, precisamente ad Arcadia: due fratelli, Dick e Mac Mc Donald con un chiosco di hot dog veramente innovativo organizzano il loro lavoro imitando la catena di montaggio delle fabbriche. A partire dalle materie prime, in pochi minuti gli addetti alla cucina riescono a farcire un panino e ad unire al menù le famose patatine a stick. Un format che ha rivoluzionato il settore della ristorazione, offrendo cibo gustoso e a basso prezzo.

L'arrivo di Ray Kroc

Nei primi anni Mc Donald ha solo un unico punto vendita molto efficiente che, secondo la volontà dei due fratelli che non hanno intezione di ingrandirsi, probabilmente sarebbe rimasto unico. Ma un giorno la strada dei due fratelli Mc Donald si incrocia con Ray Kroc, rappresentante di frullatori che, per un caso fortuito, riesce a conoscerli e a carpire il loro modo di lavorare. Da quel momento Kroc decide di rilevare l'attività e fa di tutto per ottenere nome, format ed estromettere completamente i fratelli di Manchester dal business. Mette così in atto il suo piano per accaparrarsi l'azienda che si rivela efficace. Attirato dal successo del ristorante dei fratelli, inizialmente chiede loro di fare un franchising, ma, dopo qualche tempo i grandi piani di Kroc subiscono una battuta d'arresto inaspettata. I successi in termini d incassi vanno bene, ma i guadagni per Kroc scarseggiano.

La ricerca del massimo profitto e la rottura con i fratelli Mc Donald

Nonostante il gran numero di clienti, i primi affiliati lamentano spese molto elevate di gestione; lo stesso locale di Kroc presenta il medesimo problema e, a fronte del grande lavoro necessario a portare avanti l'idea, i guadagni non decollano. Mentre pensa a come risolvere questo problema, Kroc ha l'idea che rende Md Donald la realtà che conosciamo oggi: cominciia ad acquistare i terreni dove sarebbero nati i futuri Mc Donald's e li fitta per ricavarne una rendita milionaria. Oltre a questo aspetto, ci sono però da soddisfare le richieste dei primi affiliati, che chiedono maggiori guadagni e cosi inizia una vera e propria corsa a profitti più remunerativi, intervenendo sulle materie prime. Questa cosa fa infuriare i due fratelli Mc Donald, che invece puntano tutto sulla qualità e intendono continuare a portare avanti la loro idea. Per questo motivo, i contatti tra Kroc e i Mc Donald presto si incrinano fino al punto in cui sono poi costretti nel 1955 a vendere il marchio al loro avversario per 2 milioni e 700 mila dollari. Ray Kroc fonda la "McDonald's Systems, Inc." (che sarà poi ribattezzata "McDonald's Corporation"). Da quel momento comincia la veloce ascesa dell’azienda, “invadendo” prima gli Stati Uniti, poi l’Europa e poi il mondo. Infine, l'imprenditore dell'Illinois acquista anche il terreno dove si trova il locale dei fratelli, portando a compimento il suo piano e creando la sua realtà imprenditoriale.

Mc Donald's oggi e l'attenzione alle mode sulla salute

Mc Donald’s è la multinazionale che ha investito milioni di dollari in un marketing improntato sul concetto di famiglia, puntando specialmente sui giovanissimi. Grazie ad una storica collaborazione con Disney e Pixar, (un rapporto che dura ormai dai primi anni '90 nonostante alti e bassi), è possibile ricevere in regalo il personaggio dell’ultimo film di animazione nel popolare "Happy Meal". L’azienda deve il suo successo anche alla scelta di punti vendita spaziosi e colorati, comodi da raggiungere e garanzia di un servizio veloce e che dia la sensazione di trovarsi a casa.

Nonostante la qualità dei prodotti specificatamente di provenienza nazionale, i costi rimangono bassi grazie al sistema in franchising che aiuta la redditività aziendale. Oggi il “cibo spazzatura” è diventato anti-sociale, per cui anche il pioniere del cibo veloce si è dovuto adattare alle nuove richieste del mercato e ai nuovi stili di vita.
Mc Donald’s prima puntava su un target prettamente indifferenziato, oggi il target si amplia anche ai vegetariani, ai vegani e agli intolleranti al glutine, nonché presenta un’offerta ampia di colazioni e di insalate per chi non ha tempo e deve correre in ufficio.

Leggi tutto

Lascia un commento

Giampiero gross

Great!! 07/06/2016
Rispondi

Cerca...