E-commerce? Meglio un marketplace!

Il commercio elettronico, si sa, è in grande crescita, ma se vogliamo fare business online possiamo fare ancora di più: possiamo guadagnare facendo vendere altri venditori sul nostro sito.

Andrea Pastore 11/01/2017 0

Chi sta meditando di debuttare nel settore del commercio elettronico ha una valida alternativa da tenere in considerazione, oltre ai piccoli negozi online di cui è popolata la rete, e si chiama marketplace. Meno conosciuti rispetto all’e-commerce, questi grandi magazzini web si diffondono sempre di più generando fatturati di successo come nel caso di Ebay ed Amazon, che non sono gli unici: sono solo quelli più noti. L’idea base è quella di raggruppare un elevato numero di fornitori, proprio come avviene nei supermercati che abbiamo sotto casa, che soddisfino la domanda crescente dei consumatori, fornendo beni e servizi di qualità e prezzi che rispondano alle esigenze di ciascuno. Il primo vantaggio visibile riguarda la gestione del sistema: costruire una buona rete di venditori, il motore di questo tipo d’impresa, permetterebbe di guadagnare dalle vendite fatte da altri.

A differenza di altri paesi, in Italia i marketplace sono ancora territori poco esplorati ma basta guardarsi intorno per accorgersi che fanno sempre più parte della nostra quotidianità. Ad esempio, seguendo con attenzione i nuovi episodi di Una mamma per amica, produzione Netflix (azienda dalla storia molto interessante, ne abbiamo parlato qui), avrete notato l’onnipresenza di questa nuova, ma non nuovissima, forma di commercio. Kirk, famoso per essere, probabilmente, l’uomo che cambia e trova più facilmente lavoro di chiunque (incluso Fabio, fattorino/barista/etc. della saga “Gli effetti di Gomorra sulla gente” dei The Jackal) che decide di offrire ai cittadini di Stars Hollow un nuovo servizio di trasporto, Ooober, ricordando la più famosa Uber oppure Emily, matriarca della famiglia Gilmore, che si affida ad Airbnb per trovare una casa dove trascorrere le vacanze.

I casi celebri

Uber, Airbnb sono solo alcuni esempi di questa serie di piattaforme che hanno il merito di  facilitare l’esperienza d’acquisto. Amazon ed Ebay sono i casi che hanno avuto più successo, soprattutto in Italia, ma sono sempre più numerose le startup che decidono di mettersi in gioco in questo nuovo settore dalle enormi potenzialità.
Anche Facebook ha deciso di puntare sul fenomeno aprendo, appunto, Marketplace, un mercatino dove gli iscritti al social possono vendere oggetti tra di loro. Risulta semplice capire cosa abbia spinto Zuckerberg verso il nuovo progetto: guardando i dati risulta che Airbnb sia la seconda catena di hotel al mondo, pur non essendo proprietaria di nessun albergo.
Insomma, minimo investimento, soprattutto in termini di costi, combinato ad un’intuizione semplice, come quella di offrire un servizio taxi tra privati da coordinare attraverso un’applicazione, potrebbero dare una decisiva svolta al proprio business tanto da puntare  anche ad essere quotati in Borsa, come sta accadendo ad Uber.

A cosa stare attenti da grandi

Quella che potrebbe sembrare la scommessa più azzeccata degli ultimi anni però riserva delle insidie. Spesso un marketplace si proclama a servizio dei più bisognosi, ovvero quella grandissima fetta di internauti alla spasmodica ricerca di voli low cost e delle offerte più convenienti su qualsiasi tipo di entità che sia possibile acquistare. Quando si diventa un colosso del mercato mantenere tale mission, senza tradire le aspettative del proprio target, diventa complicato. Inoltre, essere l’alternativa ad aziende ormai consolidate rischia di pestare i piedi a schiere di dipendenti scatenando proteste e dissapori, come a Genova dove i tassisti, qualche anno fa, diedero il via ad una caccia ai driver targati Uber.
L’ultimo riguarda la gestione del capitale: è necessario affiancarsi ad un esperto di gestione aziendale per non perdere enormi somme ricavate dagli investitori che hanno puntato su di voi.
Ricordate: avere idee geniali non significa essere anche uno straordinario commercialista!

Potrebbero interessarti anche...

Gabriella Avallone 12/06/2018

Vendere in dropshipping: l’ultima frontiera dell’ecommerce

Il dropshipping è un nuovo modello di attività che ha preso piede anche in Italia e che consente all’utente di vendere un prodotto senza possederlo materialmente in magazzino. Questa tipologia innovativa di e-commerce è nata negli Stati Uniti circa 15 anni fa e ha reso possibile avviare il proprio business senza avere

Leggi tutto

Antonella Santoro 23/11/2021

Rivoluzione verde: idee per usarla a nostro vantaggio

Mai come in questi anni essere una realtà amica dell’ambiente rappresenta il futuro prossimo. Proprio qualche settimana fa si è svolta la conferenza di Glasgow sui cambiamenti climatici, iniziata il primo di Novembre e conclusa lo scorso 13 Novembre. Un'occasione per fare tutti insieme qualcosa di concreto per il pianeta.

A Glasgow i potenti della terra hanno gettato le basi per una tavola rotonda di iniziative a lungo termine, alle quali si sono aggiunti aiuti economici e maggiori finanziamenti per i paesi in via di sviluppo; fondi destinati al contrasto dell’inquinamento e dei cambiamenti climatici. I paesi aderenti hanno poi appoggiato l’impegno per la riduzione delle emissioni di metano e, infine è stato definito il codice di Parigi sul clima. Un primo passo per un cambiamento radicale che necessita di ulteriori sforzi con un impegno serio e costante da parte di tutti.

Gli importanti cambiamenti che ci attendono

Se da un lato la tecnolgia del trasporto elettrico è ben avviata e tutti i brand delle auto lanciano modelli ecologici, si sta diffondendo l'alternativa allo stesso elettrico, l'idrogeno. Non è una tecnologia recente, tutt'altro, però rappresenta oggi una realtà concreta e applicabile nella vita di tutti i giorni: funziona attraverso una cella che combina ossigeno e idrogeno per formare acqua, energia elettrica e calore. La sostituzione della plastica è l’obiettivo principale perseguito già da qualche anno a questa parte ed esistono diverse start up che producono elementi sostitutivi ecosostenibili, dando finalmente la possibilità  a tutti di fare qualcosa di concreto per il nostro pianeta e, soprattutto, di credere che le cose possano cambiare presto.

In Italia esiste un settore produttivo tradizionale legato a macchinari e tecnologie "artigianali" e poco innovative che oggi cominciano a rappresentare un vero problema per l'ambiente: un'azienda che possiede macchinari che oggi sono considerati inquinanti e quindi non più utilizzabili, sarebbe costretta in questo modo a chiudere i battenti. Per potersi adeguare al resto dell'Europa e dei paesi sviluppati, l'Italia attraverso il Pnrr, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, prevede incentivi e fondi importanti per rilanciare l'economia dopo la pandemia di Covid 19. In questo modo si promuove lo sviluppo verde e digitale del Paese con un'educazione volta alla formazione veerso i comportamenti eco-sostenibili.

Promuovere la propria impresa con il "green marketing"

Far sapere che la nostra attività è attenta all'ambiente può essere un ottimo messaggio pubblicitario. Il marketing deve essere improntato su tutto ciò che è green, ovvero per essere credibili, tutto quello che riguarda il ciclo produttivo o il servizio devono essere eco-sostenibili. Il green marketing è uno strumento fondamentale che utilizza i social e l'ecologia per diffondere comportamenti compatibili con l'ambiente.

Proporre servizi più ecologici

La maggiore sensibilità all'ambiente fa sì che le persone siano disposte a pagare di più per avere prodotti e servizi con un impatto ambientale minore. Questa cosa è sfruttabile in tanti ambiti, ad esempio offrendo packaging ecosostenibili ottenuti dalla filiera agro industriale per imballare prodotti agroalimentari. Un altro esempio interessante è quello dell'hosting eco-sostenibile delle webfarm che utilizzano computer molto potenti sistemati all'interno di capannoni industriali e alimentati semplicemente da energia rinnovabile solare. La produzione di questa energia deriva dai pannelli solari montati sui tetti dei capannoni, così da creare un ciclo che produce e consuma energia in modo autonomo.

L'economia circolare come opportunità

Già da qualche anno si parla di "economia circolare" per indicare quel sistema basato sulla rigenerazione e sull'attenzione all'impatto ambientale. Il rifiuto prodotto da un'azienda può essere materia prima di un'altra e questo può creare nuove sinergie. Esistono tantissime aziende che basano la loro identità su questo approccio e sono riuscite a crearsi una fetta di mercato consistente, nonchè a diffondere uno stile di vita amico dell'ambiente. Su questo tema sono nati tanti spin off universitari come ChEERS, che trasforma gli scarti della filiera vitivinicola in una sostanza ecologica utilizzabile per la costruzione di celle solari. La sostanza in questione è un colorante organico, che va a sostituire il silicio e reagisce alla luce solare producendo energia.

Start up ed idee a misura di ambiente

Essere attenti all'ambiente è una delle grandi sfide di questo secolo e molti ne stanno diventando consapevoli: c'è chi ha colto la maggiore sensibilità ambientale delle persone per creare siti che si occupano di offrire un servizio per l'ambiente, come piantare alberi in qualsiasi posto nel mondo (ad esempio treedom). La particolarità di questa idea è legata soprattutto all'aspetto simbolico: si investe una piccola cifra per l'acquisto del servizio, per dedicarlo ad una persona cara e per aiutare l'ambiente.

Spesso le idee migliori nascono dalle esigenze personali, è il caso della turbina eolica carica batterie da escursione. Quante volte succede che il cellulare o addirittura un computer, o ancora una macchina fotografica si scarichino proprio quando ci serve? Purtroppo succede molto spesso. Una start up ha trovato la soluzione, tra l'altro molto interessante: tramite una turbina eolica, quindi ricaricabile con la forza del vento, nasce un dispositivo che usa energia rinnovabile portatile. Ultimamente la sensibilizzazione a certi argomenti legati alla sostenibilità ha smosso tante coscienze , a partire dal mondo politico che cerca di abbattere gli sprechi che hanno ridotto il nostro pianeta ad una "bomba ad orologeria" pronta a scoppiare. Le continue ricerche sui materiali, hanno dimostrato che anche lo scarto finalmente diventa una fonte energetica riutilizzabile che alimenta altre cose: una sorta di sistema circolare che trasforma ed utilizza energia per produrre nuova energia. In riferimento ai tempi di recupero dell'investimento, si parla di “energy payback time”, ovvero tempo di ammortamento energetico ed è un'analisi utile per evitare sprechi e costi troppo onerosi per l'utilizzo di materiali.

Leggi tutto

Gabriella Avallone 23/06/2018

Open innovation, il nuovo approccio all'innovazione

L’Open Innovation può rivelarsi una mossa vincente per le aziende, che cimentandosi in una visione più “open”, potranno ricavare nuove idee dall’esterno ed essere più competitive.

Il termine è stato coniato dall’economista statunitense e direttore di facoltà, Henry Chesbrough, nel

Leggi tutto

Lascia un commento

Cerca...