Finanziamenti Programma Horizon2020: come funzionano e come ottenerli?

Un piano settennale - utilissimo per startup & PMI. Conosciamolo meglio!

Andrea Pastore 29/01/2016 0

Come si legge sul sito web dell’APRE (Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea) il programma Horizon2020 è uno strumento di finanziamento alla ricerca scientifica e all’innovazione istituito dalla Commissione europea, che vanta un budget stanziato tra i più alti del mondo: quasi 80 miliardi di euro, per fondi a gestione diretta validi fino a 7 anni dall’attuazione. Il progetto, lanciato nel 2014, porta il nome di “Horizon2020” perché scade, appunto, nell’anno 2020; non manca molto alla sua conclusione, e quindi è bene approfittarne, poiché larga parte di questi fondi sono destinati proprio alla creazione d’imprese e startup di grande valore nell’ambito dell’innovazione tecnologica, sociale e culturale, che possano presentare un significativo impatto per la collettività dei cittadini europei.

Qui puoi trovare il Focus pubblicato il19 marzo 2013 sul sito del MIUR, con materiali scaricabili ed altre info: http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/web/ministero/focus190313.

Come concorrere all'assegnazione? Sono ammesse a partecipare al programma Horizon2020 tutte le persone fisiche o giuridiche (anche imprese, enti di ricerca, università, ONG, ecc.) indipendentemente dal loro luogo di provenienza e, in alcuni casi, anche entità senza personalità giuridica [vedi l’art. 131 del Regolamento Finanziario e art.198 delle sue Regole di Applicazione].

Per presentare un progetto da finanziare basta seguire alcune semplici mosse:

  • Identificare il bando più idoneo alla propria idea progettuale (tra le varie opzioni di finanziamento, gli incentivi alla ricerca o i bandi a sostegno delle startup innovative);
  • Trovare un partner (anche attraverso i Punti di Contatto Nazionali, APRE Partner Search ed altri Enti);
  • Scrivere una proposta valida attraverso il formulario on-line (non è previsto alcun documento cartaceo) messo a disposizione sul Participant Portal. Non occorre nessun cartaceo. Il formulario è composto dalla Parte A, dove sono richieste informazioni di carattere anagrafico e amministrativo, e dalla Parte B che richiede la compilazione dell'idea progettuale.
  • Infine, presentare la proposta seguendo alcune fasi: 1) creare un Account Ecas (European Commission Authentication Service) e compilare i dati nell'area riservata; 2) registrare la propria organizzazione presso l’URF della Commissione Europea, ottenendo un PIC number da inserire nella Parte A della proposta; 3) se si partecipa con una PMI, compilare il questionario di valutazione per determinare se quella indicata possa essere considerata una PMI, e contattare l’Enterprise Europe Network per qualsiasi dubbio.

Ovviamente, solo i progetti migliori potranno godere dei fondi ed incentivi messi in palio, di volta in volta, nei territori di riferimento. Ed ora, esaminiamo più da vicino le opportunità 2016 in scadenza:

  1. INAIL – Finanziamento progetti di formazione per PMI (scade alle ore 13 del 19 aprile 2016, link qui). I fondi, comprensivi di IVA, saranno erogati a partire da un minimo di 200.000 euro e fino ad un massimo di 800.000 euro. Destinatari: imprenditori o lavoratori (anche stagionali) delle PMI. Scopo: campagna nazionale per il rafforzamento della formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
  2. Bando UE per PMI europee che producono beni e servizi di consumo di design – programma COSME (scade alle ore 17.00 del 14 aprile 2016, link qui). Il bando mira a sostenere le piccole e medie imprese europee che producono beni e servizi di consumo di design.
  3. Tantissimi bandi regionali tra Umbria, Lombardia, Piemonte, Molise, Liguria, Molise ed altre regioni (link qui).

     Horizon2020 è un programma in costante aggiornamento che proseguirà per altri 4 anni, per cui vi consigliamo di cogliere quest'opportunità e di tenere costantemente d’occhio tutte le novità, nonché i nuovi progetti e bandi, sul sito dedicato: http://www.apre.it/en/horizon2020/. Prova e... metti a frutto le tue idee!

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Antonella Santoro 23/11/2021

Resto al Sud si amplia aprendo anche alle attività commerciali e ad alcune località del Centro Nord

Resto al Sud intende offrire alle realtà imprenditoriali e ai liberi professionisti opportunità concrete per iniziare un’attività sul territorio. Resto al Sud è ormai operativo da diversi anni e si è aperto sempre di più, facilitando le pratiche con requisiti sempre meno restrittivi. Ultima novità, recentemente diventata ufficiale, è la possibilità di richiedere il finanziamento a fondo perduto anche per aprire un’attività commerciale. Un ulteriore passo in avanti che viene ancora più incontro a chi desidera rimanere nel proprio paese e a costruirsi un futuro.

Resto al Sud nel corso degli anni ha coinvolto sempre più regioni, arrivando anche a valicare i confini dell’Italia Meridionale e coinvolgendo località del Centro Nord. I finanziamenti messi a disposizione della misura, ammontano a 1 miliardo e 250 milioni di euro e, secondo dati aggiornati di Invitalia al 1 novembre, sono oltre 10.210 le iniziative finanziate, 432 milioni le agevolazioni concesse e 38.058 posti di lavoro creati. Le regioni coinvolte sono:

  • Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia
  • nelle aree del cratere sismico del Centro Italia (Lazio, Marche, Umbria)
  • nelle isole minori marine, lagunari e lacustri del Centro-Nord. In particolare:
    • Campo nell’Elba
    • Capoliveri
    • Capraia
    • Giglio
    • Marciana
    • Marciana Marina
    • Ponza
    • Porto Azzurro
    • Portoferraio
    • Portovenere
    • Rio
    • Ventotene
    • Isole della laguna veneta: Lido, Murano, Pellestrina, Burano, Sant’Erasmo, Mazzorbo, Vignole, Torcello, San Giorgio, San Michele, San Clemente, San Francesco del Deserto, Marzobetto, San Lazzaro degli Armeni;
    • Isole della laguna di Grado: Isola di Grado, Isola di Santa Maria di Barbana, Isola di Morgo;
    • Isole del lago d’Iseo: Monte Isola;
    • Isole del lago di Garda;
    • Comacina (lago di Como);
    • Isola d’Orta – San Giulio;
    • Isole del lago Trasimeno: Isola Maggiore e Isola Polvese;
    • Isole Borromee: Isola Superiore, Isola Bella, Isola Madre, Isola San Giovanni.

Resto al Sud prevede anche un limite d’età che ha subìto uno slittamento importante e che offre la possibilità anche a chi ha perso il lavoro di aprire un'attività in proprio: a partire dall'età minima corrispondente ai 18 anni, Resto al Sud prevede che si possa fare domanda per gli incentivi fino al limite massimo di 55 anni. Con la misura aggiornata, i fondi verranno elargiti per l’acquisto di macchinari e per i costi di gestione:

  • 50% di contributo a fondo perduto
  • 50% di finanziamento bancario garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI a carico di Invitalia e fino a 50 mila euro per ogni richiedente.

Il limite sale a 60 mila euro per le imprese individuali con un solo soggetto proponente e a 200 mila euro per le società formate da quattro soci.

Ad essere finanziate sono:

  • ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili (entro un massimo 30 per cento del programma di spesa);
  • macchinari, impianti e attrezzature nuovi;
  • programmi informatici e servizi per le tecnologie, l’informazione e la telecomunicazione;
  • spese di gestione per un massimo del 20 per cento del programma di spesa.

Ovviamente sono escluse le spese di progettazione e promozionali, per l'attività di consulenza e per il personale dipendente. 

Per fare domanda si può andare sul sito https://www.invitalia.it/cosa-facciamo/creiamo-nuove-aziende/resto-al-sud 

 

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