FlyKube, la startup dei viaggi a sorpresa

Questa startup italo-spagnola cavalca la nuova tendenza dei viaggi al buio, grazie ad un algoritmo che effettua la scelta del viaggio tenendo conto delle indicazioni degli utenti

Andrea Pastore 02/04/2019 0

Nel settore turistico si sta diffondendo anche nel nostro paese negli una nuova tendenza: quella di fare i viaggi a scatola chiusa, decidendo solo alcune cose come il paese di destinazione oppure il periodo di viaggio. Sulla scia di quanto avviene negli Stati Uniti nasce Flykube, startup italo spagnola che consente questa modalità di viaggio. Ne parliamo con Paolo Della Pepa, founder di di questa startup.

Ciao Paolo, com’è nata l’idea di Flykube?
I miei soci, Sergi Vila e Albert Cuartiella, avevano una società di viaggi classica, ma avevano voglia di cambiare e creare qualcosa di originale. Cosi mi hanno coinvolto per creare un nuovo tipo di azienda, e abbiamo cominciato a pensare a come poter innovare il settore dei viaggi. Dopo un brainstorming è venuta fuori l’idea di passare dalla programmazione dei viaggi alla sorpresa. Pian piano abbiamo affinato questa cosa ed è nato Flykube.

Che differenza c’è tra aprire una startup in italia o in Spagna?
Sono due nazioni simili, per alcune cose la Spagna aveva una normativa più evoluta, ad esempio un fondo di investimenti analogo al fondo per le startup lanciato a fine 2018 dal governo italiano.

Come avviene la scelta della destinazione a sorpresa da parte della piattaforma?
L’utente sceglie la partenza, numero dei passeggerialtre informazioni (ad esempio il tipo di alloggio, città da escludere, periodo dell’anno e cosi via. I più avventurosi possono anche scegliere solo il periodo del viaggio). La scelta viene effettuata da un algoritmo di nostra proprietà che trova le destinazioni in base ai parametri indicati dagli utenti, che ricevono le informazioni per il viaggio 2 giorni prima.

Quanto tempo è passato da quando avete avuto l’idea al lancio della piattaforma?
Abbiamo impiegato circa un anno per affinare il tutto, il lancio è stato fatto nel luglio 2017 in Spagna e italia, nel 2018 siamo entrati in Francia e 2019 in Portogallo.

Cosa comporta per una startup gestire più nazioni?
Per gestire più nazioni bisogna avere un del personale. Noi dopo due anni di attività abbiamo strutturato la startup in vari dipartimenti, con un organico di circa 30 dipendennti e continuiamo ad assumerne nuovi. Non solo per l'espansione in altri paesi quanto per ottimizzare e migliorare i nostri pacchetti.


Com’è stata accolta Flykube dal mercato?
Il riscontro è stato fortissimo sin da subito, i media nazionali hanno cominciato a parlarne molto presto. Questo ha generato grande traffico sul sito che ha portato rapidamente i primi clienti.

Quali sono i vostri obiettivi per il futuro?
Migliorare sempre di più le esperienze di viaggio, e crescere come startup così da coinvolgere sempre più #kubers a provare questa esperienza. Ne vale la pena

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