In Lombardia il rilancio di Faber nei giorni del Coronavirus

Ammonta a 15 milioni il contributo messo a disposizione per investimenti finalizzati all’innovazione dei processi produttivi delle imprese manifatturiere, edili e dell’artigianato

Andrea Pastore 27/02/2020 0

Mentre l'emergenza Coronavirus preoccupa la popolazione, per i risvolti di carattere sanitario, e il Governo, anche per quelli impattanti a livello economico sul futuro del Paese, bisogna registrare il rilancio del bando "Faber" da parte della Regione Lombardia, che tanto successo ha riscosso nel 2019. Lo si apprende, attraverso LNews, dal portale istituzionale della Regione.

Ammonta a 15 milioni il contributo complessivo messo a disposizione per investimenti finalizzati all’ottimizzazione e all’innovazione dei processi produttivi delle micro e piccole imprese manifatturiere, edili e dell’artigianato.

Il rispetto dell'ambiente e dell'energia sono gli elementi strutturali che sostengono la delibera approvata dalla Giunta; l'esecutivo, infatti, si pone un duplice obiettivo in chiave ecologica: 1) massimizzare l'efficienza nell'utilizzo di fattori produttivi come l'energia e l'acqua 2) ottimizzare la produzione e gestione dei rifiuti, applicando concretamente l'innovazione ambientale nei processi produttivi.

Ecco alcuni fra i requisiti principali per partecipare al bando: avere almeno una sede operativa o un’unità locale in Lombardia; svolgere un’attività classificata come impresa artigiana iscritta alla sezione speciale del Registro Imprese delle Camere di Commercio; realizzare investimenti in impianti e macchinari innovativi. Gli interventi dovranno essere realizzati e rendicontati entro il 16 Dicembre 2020.

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Resto al Sud intende offrire alle realtà imprenditoriali e ai liberi professionisti opportunità concrete per iniziare un’attività sul territorio. Resto al Sud è ormai operativo da diversi anni e si è aperto sempre di più, facilitando le pratiche con requisiti sempre meno restrittivi. Ultima novità, recentemente diventata ufficiale, è la possibilità di richiedere il finanziamento a fondo perduto anche per aprire un’attività commerciale. Un ulteriore passo in avanti che viene ancora più incontro a chi desidera rimanere nel proprio paese e a costruirsi un futuro.

Resto al Sud nel corso degli anni ha coinvolto sempre più regioni, arrivando anche a valicare i confini dell’Italia Meridionale e coinvolgendo località del Centro Nord. I finanziamenti messi a disposizione della misura, ammontano a 1 miliardo e 250 milioni di euro e, secondo dati aggiornati di Invitalia al 1 novembre, sono oltre 10.210 le iniziative finanziate, 432 milioni le agevolazioni concesse e 38.058 posti di lavoro creati. Le regioni coinvolte sono:

  • Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia
  • nelle aree del cratere sismico del Centro Italia (Lazio, Marche, Umbria)
  • nelle isole minori marine, lagunari e lacustri del Centro-Nord. In particolare:
    • Campo nell’Elba
    • Capoliveri
    • Capraia
    • Giglio
    • Marciana
    • Marciana Marina
    • Ponza
    • Porto Azzurro
    • Portoferraio
    • Portovenere
    • Rio
    • Ventotene
    • Isole della laguna veneta: Lido, Murano, Pellestrina, Burano, Sant’Erasmo, Mazzorbo, Vignole, Torcello, San Giorgio, San Michele, San Clemente, San Francesco del Deserto, Marzobetto, San Lazzaro degli Armeni;
    • Isole della laguna di Grado: Isola di Grado, Isola di Santa Maria di Barbana, Isola di Morgo;
    • Isole del lago d’Iseo: Monte Isola;
    • Isole del lago di Garda;
    • Comacina (lago di Como);
    • Isola d’Orta – San Giulio;
    • Isole del lago Trasimeno: Isola Maggiore e Isola Polvese;
    • Isole Borromee: Isola Superiore, Isola Bella, Isola Madre, Isola San Giovanni.

Resto al Sud prevede anche un limite d’età che ha subìto uno slittamento importante e che offre la possibilità anche a chi ha perso il lavoro di aprire un'attività in proprio: a partire dall'età minima corrispondente ai 18 anni, Resto al Sud prevede che si possa fare domanda per gli incentivi fino al limite massimo di 55 anni. Con la misura aggiornata, i fondi verranno elargiti per l’acquisto di macchinari e per i costi di gestione:

  • 50% di contributo a fondo perduto
  • 50% di finanziamento bancario garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI a carico di Invitalia e fino a 50 mila euro per ogni richiedente.

Il limite sale a 60 mila euro per le imprese individuali con un solo soggetto proponente e a 200 mila euro per le società formate da quattro soci.

Ad essere finanziate sono:

  • ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili (entro un massimo 30 per cento del programma di spesa);
  • macchinari, impianti e attrezzature nuovi;
  • programmi informatici e servizi per le tecnologie, l’informazione e la telecomunicazione;
  • spese di gestione per un massimo del 20 per cento del programma di spesa.

Ovviamente sono escluse le spese di progettazione e promozionali, per l'attività di consulenza e per il personale dipendente. 

Per fare domanda si può andare sul sito https://www.invitalia.it/cosa-facciamo/creiamo-nuove-aziende/resto-al-sud 

 

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