La storia di Vincenzo Colucci, giovane talento italiano che ha anticipato le mosse di Facebook e Yahoo

Vincenzo è l'autore di Smart Launcher, app di successo da oltre 20 milioni di download, in questa intervista ci racconta come ha iniziato la sua avventura nel mondo dello sviluppo software

Andrea Pastore 18/04/2015 0

Vincenzo Colucci, meglio noto con il suo soprannome Ginlemon,  è un giovane sviluppatore android di Manfredonia, che a 24 anni ha al suo attivo diverse app di successo tra cui Gratta e Vinci e soprattutto Smart Launcher, che consente di personalizzare il proprio telefono android sostituendo la classica interfaccia con una più moderna e personalizzabile.
Quest'app, lanciata alcuni anni fa ed in continua evoluzione, ha totalizzato finora oltre 20 milioni di download, e dopo un po' di tempo dal lancio anche Facebook e Yahoo hanno realizzato qualcosa di simile (Facebook Home e Aviate), ma senza riuscire a bissare il successo di Vincenzo. 
Anche google si è accorto del talento del nostro sviluppatore, tanto che il nel blog ufficiale di android developer c'è un articolo dedicato a lui. Facciamo impresa ha fatto alcune domande al talentuoso protagonista di questa storia.


Ciao Vincenzo, come hai cominciato a sviluppare app?
Ho cominciato a sviluppare dopo aver comprato il mio primo dispositivo Android, circa 4 anni fa. Sin dall'inizio tutti i miei progetti partivano da necessità avvertite nella vita quotidiana. Ho creato prima una calcolatrice per dividere la spesa tra coinquilini, poi un'app che produceva dei ritmi di batteria in modo da potermi esercitarmi con la chitarra e cosi via.

Com'è nata l'idea di smart launcher?
Durante l'università trascorrevo molto tempo nello sperimentare soluzioni diverse per migliorare l'aspetto e l'efficenza dell'interfaccia utente del mio PC. Quando ho provato per la prima volta Android mi sono reso conto che alcuni dei principi che avevo appreso potevano essere applicati anche ad un sistema mobile. E poi l'esigenza di trovare in fretta un progetto da presentare come tesi di laurea ha fatto il resto...

Quando hai lanciato quest'app, che aspettative avevi? Pensavi che avresti contato i tuoi download in decine di milioni?
In realtà sapevo che avrebbe avuto una buona risposta. Sull'allora android market c'era un assoluta mancanza di app di questo genere e le poche che c'erano, erano molto simili tra loro. D'altra parte tutte queste app avevano raggiunto grandi numeri, quindi sapevo che anche se avessi ottenuto solo un decimo del loro successo, quello sarebbe stato un ottimo risultato per me. Detto questo, mi aspettavo qualche migliaio di download, non avrei mai immaginato di arrivare a parlare di decine di milioni...

Che strategie hai usato per promuoverla sul market android?
Nessuna, davvero. Ho puntato tutto sul passaparola e mi sono limitato ad ascoltare gli utenti. Leggo personalmente ogni singola email ricevuta. Smart Launcher è da sempre un progetto "community driven" e credo questo sia parte del suo successo.
Cos'hai provato quando la tua app è stata imitata da colossi del calibro di facebook e yahoo?
Non credo si possa parlare di imitazione. Le loro app sono completamente diverse da Smartlauncher, in comune c'è solo il tipo di applicazione. Ad ogni modo all'inizio mi ha spaventato un po' vedere i giganti entrare nel mio stesso campo credevo mi avrebbero spazzato via da li a poco. Invece così non è stato, certo il clima ora è più competitivo ma ognuno ha il suo spazio.

Hai creato una società che gestisce l'app?
Ho aperto la mia attività già prima di rilasciare Smart Launcher, ai tempi di Vinci e Gratta. Le entrate aumentavano continuamente e per quell'anno mi aspettavo di superare i 5000€ di fatturato quindi dovevo obbligatoriamente aprire una partita IVA. In realtà ho capito che sarebbe potuto diventare un vero e proprio lavoro solo successivamente, quando i risultati hanno cominciato a stabilizzarsi ed ho capito di aver bisogno di collaborazioni esterne per portare avanti il lavoro.

Com'è stato il contatto con la burocrazia italiana e con la gestione di una società?
Non avevo mai studiato economia ed è stato un trauma per me avvicinarmi a questo mondo. Tuttora mi riesce difficile capire tante cose e davanti ad ogni scoglio burocratico mi viene da pensare che sarebbe meglio usare quel tempo per lavorare sul prodotto. Credo che ci sia ancora molta strada da fare prima di creare un ecosistema efficiente intorno a queste nuove professioni.

Non possiamo che fare i complimenti a Vincenzo per quello che ha fatto e fare un grande in bocca al lupo per i suoi progetti futuri, e non possiamo non notare come per l'ennesima volta viene posto l'accento sugli scogli che il nostro paese pone  a chi vuole aprire un'impresa. Come dimostra la storia di Vincenzo e tante altre, però, non si tratta di ostacoli insuperabili, perciò ragazzi non arrendetevi!

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