Looky games: si può fare un videogioco anche da soli

Abbiamo intervistato Daniele Bianchini, che ha da poco rilasciato il suo secondo videogioco, per farci raccontare il

Andrea Pastore 23/05/2014 0

L'industria videoludica è uno dei settori che ha sofferto meno la crisi, e con grandi potenzialità di crescita. E se realizzare videogiochi per computer o ps3 ad alto livello è molto complicato e richiede la collaborazione tra tante diverse professioni diverse, realizzare un videogioco per cellulare può essere alla portata anche di una singola persona, purché abbia le competenze e la costanza di arrivare fino in fondo. Abbiamo intervistato Daniele Bianchini, fondatore di Looky Games, che ha da poco pubblicato il suo ultimo lavoro, Planet zoom 3d, realizzato quasi esclusivamente da lui.

Com'è nata l'idea di fare un gioco?
Tre anni fa sviluppavo app per iPhone, una di queste richiedeva molta grafica. È così che mi sono reso conto che forse ero in grado di realizzare anche un gioco. Mi misi a lavorare al primo Planet Zoom, un gioco molto particolare con la grafica in stile vecchio film anni '30 in bianco e nero. Ho pubblicato Planet Zoom su iPad dopo circa un anno di lavoro, a settembre 2012.
Dopo alcuni mesi ho iniziato a lavorare al seguito, Planet Zoom 3D, con l'intenzione di realizzare un gioco più casual, adatto a qualsiasi dispositivo, ma comunque particolare e con grafica accattivante.

Hai esperienze pregresse nel campo dei videogiochi?
Precedentemente al primo Planet Zoom non avevo mai lavorato a videogiochi, sono un atuodidatta. La rete è piena di tutorial che aiutano molto.

Quanto tempo hai impiegato per realizzare Planet Zoom 3d?
Planet Zoom 3D ha richiesto circa sei mesi di lavoro, distribuiti su un anno. Per sei mesi sono stato con la mia società in un acceleratore di startup, li ho potuto lavorare poco al gioco, ma molto alla parte di organizzazione, marketing e business.

Hai realizzato il videogioco interamente da solo?
Si, ho fatto tutto io tranne alcuni elementi grafici e alcuni elementi 3D che ho fatto realizzare esternamente.

Quando hai cominciato a sviluppare il tuo videogioco avevi già le idee chiare su come strutturare la tua azienda?
Quando ho finito il mio primo gioco, Planet Zoom (circa 2 anni fa),ho creato la società grazie ad finanziamento della regione Lazio per le nuove aziende, ma mi mancavano molte conoscenze su come guidare un'azienda (ad esempio riguardo al marketing).
Poi ho partecipato alla Global game jam, dove ho conosciuto una persona dell'incubatore Luiss Enlabs, che mi ha proposto di partecipare alle selezioni per le nuove startup da accelerare. Ho superato le selezioni e ho partecipato al loro programma, è stata una magnifica esperienza. Ho imparato moltissimo e mi sono anche divertito, c'erano tanti altri ragazzi che come me avevano un'idea da far emergere.

Come sei arrivato ad ottenere la pubblicazione presso un publisher? Come trattano un neofita?
Ho presentato Planet Zoom 3D a diversi publisher riscuotendo in generale molto interesse. La maggior parte dei publisher che ho contattato ha risposto in poco tempo e con cortesia, ma è capitato anche qualcuno che non ha mai risposto. Alla fine mi sono accordato con RedBit, una giovane realtà di Roma.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
I progetti per il futuro dipenderanno molto anche dai risultati che otterremo. Di sicuro pubblicherò il gioco anche su Windows Phone e molto probabilmente su PlayStation Vita. Comunque si continuerà a fare giochi!

Facciamo un grande in bocca al lupo a Daniele Bianchini, se volete provare il gioco questi sono i link per scaricarlo su Android e Ios.

 

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