Ontheroot, la startup per chi vuole mangiare sano (e senza glutine)

Da quattro ragazzi la startup che permette a chi ha intolleranze alimentari di scegliere un piatto e farselo portare direttamente a casa ( o in ufficio).

Andrea Pastore 21/04/2015 1

Quello delle intolleranze alimentari, celiachia in primis, è un problema che riguarda l'1% della popolazione, e sono 85000 i casi solo di celiachia scoperti ogni anno. Le persone che hanno questo problema sono spesso costrette a fare attenzione ai locali che frequentano, perché devono prima informarsi se quel determinato posto prevede menu per celiaci ( o altre intolleranze). Perfino ordinare una pizza da asporto può essere un problema, perché bisogna sapere se la pizzeria produce pizze per celiaci.
Proprio pensando a questo quattro ragazzi hanno creato Ontheroot,  una piattaforma per tutti coloro che devono "mangiare diverso" ( che vogliono: la piattaforma infatti strizza l'occhio anche agli amanti della cucina vegetariana o vegana). Ontheroot infatti raccoglie ristoranti con menù dedicati a celiaci, i cui piatti possono essere consegnati direttamente a casa o in ufficio. Facciamo impresa ha fatto qualche domanda ad Agnese, Customer Service Developer di questa promettente startup.

Ciao Agnese, com'è nata l'idea di ontheroot?
Ci siamo resi conto che il mercato di diete “out of” (senza carne, senza glutine, senza latticini, ecc) è in crescita esponenziale e che non esiste un servizio di delivery dedicato alle persone che mangiano “alternativo” o comunque consapevole. Spesso gli utenti con esigenze particolari fanno fatica a trovare ciò che cercano nei siti di ricerca pasti più inflazionati, proprio perché l’offerta particolare si perde tra le alternative “generaliste". Allo stesso tempo i ristoranti dedicati o comunque attenti a questo tipo di tematiche faticano ad emergere dal mare magnum di pizzerie e sushi bar, per questo abbiamo deciso di creare una piattaforma dedicata esclusivamente a questo tipo di cucina.

Ci sono persone vegetariane nel vostro team?
La nostra Ceo è vegetariana, e conosce bene le problematiche dei una dieta particolarmente difficile, io cerco di limitare il consumo di carne in generale siamo consumatori consapevoli.

Come funziona il servizio?
L’utente accede al nostro portale e, tramite una serie di filtri (rispetto alla dieta, il mood del giorno, le calorie, l’ingrediente preferito, ecc) può decidere con minore o maggiore precisione quello che vuole mangiare. Nella scheda-piatto si ha una serie di informazioni dettagliate sulle caratteristiche (apporto calorico, impatto ambientale degli ingredienti, ecc), e l’impatto ambientale del pasto. Una volta ordinato (l’utente potrà pagare online o alla consegna) l’ordine arriva a noi e al ristorante che lo prende in carica. Il ristorante può effettuare autonomamente la consegna o affidarsi ai nostri "delivery boy” (ovviamente questo viene deciso a priori con il ristorante).

Che strategie state utilizzando per farvi conoscere?
Per ora ci stiamo concentrando sui contatti porta a porta con i ristoranti e il riscontro è davvero positivo. Abbiamo effettuato un evento in collaborazione con Out of gluten in occasione dell’Ora della terra ed è andato molto bene.

Non è troppo limitante ridurre la selezione dei piatti a questa categoria?
L'essere generalisti premia sulla breve distanza, ma porta a scontrarsi con le grandi piattaforme del settore. Quella dei prodotti per vegetariani e vegani è una nicchia di mercato ma in crescita: basti pensare che Ikea offre un menu vegano nei propri self service, anche macdonald offre un panino vegano.

Non possiamo che fare un grande in bocca al lupo ai ragazzi di Ontheroot, ed invitarvi a rispondere ad un questionario che hanno fatto per raccogliere feedback, in palio c'è una spesa gratis in un locale di Milano!

Potrebbero interessarti anche...

Andrea Pastore 14/11/2016

Svuotaly, la startup per guadagnare con i tuoi vecchi abiti

Quante volte nella nostra vita ci siamo soffermati a guardare gli abiti che non usiamo più? È quello che è capitato anche ai fondatori di questa statup, che volevano vendere dei capi firmati, ma non trovando qualcosa di analogo l'hanno sviluppata loro. Così è nato Svuotaly.it, un sito che consente di vendere i propri abiti usati Abbiamo fatto delle domande a Daniele Ferla, CEO di questa startup.


Com'è nata l'idea di Svuotaly.it?
L'idea di realizzare un sito specifico di compravendita dell'abbigliamento usato nasce da una esigenza personale in quanto i siti di compravendita generici, e famosi, permettono la pubblicazioni di tutte le tipologie di articoli rendono difficile la ricerca e la catalogazione in quanto non offrono strumenti dedicati al fashion e alla moda. Ci è sembrato stimolante il creare un luogo in cui le persone potessero trovare esclusivamente abbigliamento, scarpe, borse ed accessori. Il nostro obiettivo inoltre è anche quello di creare una community di utenti (anche grazie alla nostra pagina Facebook) che possano scambiarsi, vendersi e discutere sull'abbigliamento proponendo i propri articoli ed il proprio stile. Nel primo anno di pubblicazione abbiamo capito che circa il 90% dei nostri utenti sono ragazze che vanno dai 25 ai 40 anni, appassionate di moda e di shopping ma anche attente alla spesa e al riuso intelligente. La registrazione, la pubblicazione e la vendita su svuotaly.it sono inoltre totalmente gratuite.

Come funziona la piattaforma?
Dopo la registrazione attraverso email oppure Facebook è possibile compilare il proprio profilo focalizzato specificatamente sulle preferenze in ambito di moda come ad esempio il colore preferito, lo stile, le taglie, etc. Terminata la profilazione (utile al sito per proporre indumenti adatti alle specificità di ciascuno) si potrà iniziare ad inserire il primo prodotto da mettere in vendita. Anche per il prodotto è stata pensata una profilazione specifica e molto dettagliata al fine di renderlo facilmente individuabile dagli altri utenti attraverso il filtro che la piattaforma mette a disposizione e composto da diversi parametri legati alla moda. Ogni utente quindi potrà riempire e personalizzare il proprio armadio proprio come se fosse una vetrina in cui inserire gli abiti e gli accessori di seconda meno che non usa più. Il venditore ed il possibile acquirente poi hanno due mezzi di comunicazione a disposizione: i commenti pubblici (utili anche per semplcie apprezzamenti) ed i messaggi privati (usati per avviare e concludere le trattative di vendita). Un a particolarità del sito sono le "Selezioni" che non sono altro che una raccolta di articoli del sito scelti specificatamente dal nostro staff dove è possibile trovare articoli dedicati a Lui, a Lei, ai Matrimoni, allo Sport, al Vintage e alla recente selezione per le ragazze Curvy). Non ultima la sezione di richiesta Outfit, gestita dalla nostra consulente Laura, dove richiedere il proprio outfit perfetto che poi pubblichiamo sul nostro blog.

Cos'è l'outfit?
È un servizio ideato per le donne iscritte a svuotaly.it: compilando un modulo la nostra costumista preparerà un completo con i capi di abbigliamento in vendita sul nostro sito. Nel modulo chiediamo alcune preferenze come il colore preferito, colori che non piacciono e così via. È una bella idea che ci avvicina agli utenti della piattaforma.

Qual è il vostro modello di business?
Attualmente non guadagnamo dalla pubblicazione, ma solo dalle pubblicità sparse sul sito. Siamo ancora in una fase di prova per vedere come reagiscono i nostri utenti. In futuro inseriremo anche la possibilità di mettere in evidenza gli annunci dietro pagamento, sempre inferiore comunque agli attuali siti di annunci.

Quali sono i vostri progetti per il futuro?
I progetti per il futuro sono molteplici, derivati anche dal buon riscontro che il sito sta avendo. Il nostro obiettivo principale è rendere il sito più ricco di contenuti e funzionalità facilitando la ricerca degli abiti e degli accessori sempre più adatti al proprio stile. Uno degli obiettivi a cui stiamo lavorando e che speriamo di pubblicare presto è quello di proporre svuotaly.it anche a livello internazionale partendo dal territorio Francesce che abbiamo capito essere quello più ricettivo e stimolante sotto l'aspetto della compravendita dell'usato online. Non per ultimo stiamo progettando la app per iOS e Android in modo da facilitare la comunicazione tra venditore ed acquirente.

Leggi tutto

Andrea Pastore 07/10/2014

Yo app: la forza della semplicità

A volte la strada del successo passa per un'applicazione semplicissima, che ha richiesto meno di una settimana di sviluppo. È proprio quello che è accaduto a due sviluppatori israeliani, che hanno inventato un'app in grado di inviare ai contatti telefonici un solo messaggio con scritto “yo” (che negli USA è usato come sinonimo di ciao, ok, ehi e simili).

Leggi tutto

Andrea Pastore 15/09/2016

Splitit, la startup per fare collette tra amici e molto altro

Alzi la mano a chi non è capitato di dover raccogliere dei soldi, magari per un regalo di compleanno, e dover gestire tutte le cose spiacevoli del caso: appuntamenti, persone che chiedono di anticipare... Oggi esistono alternative digitali che consentono di gestire meglio tutto questo: una di queste è Splitit, che consente di creare delle collette online che no nsi limitano ai compleanni: con Splitit è infatti possibile raccogliere fondi anche per cordate di acquisto, cause sociali, o per finanziare un progetto, gestire le prevendite o la biglietteria di eventi, raccogliere fondi per e tanto altro.

Leggi tutto

Lascia un commento

Antonella

Sarei molto interessata a dolci.. Out of sugar! 22/04/2015
Rispondi

Cerca...