Open innovation, il nuovo approccio all'innovazione

Parliamo delle Open Innovation, oggi sempre più diffuse nel terziario italiano, in base alle quali le imprese traggono ispirazioni dall’esterno.

Gabriella Avallone 23/06/2018 0

L’Open Innovation può rivelarsi una mossa vincente per le aziende, che cimentandosi in una visione più “open”, potranno ricavare nuove idee dall’esterno ed essere più competitive.

Il termine è stato coniato dall’economista statunitense e direttore di facoltà, Henry Chesbrough, nel suo saggio “Open Innovation: The New Imperative for Creating and Profiting from Technology” pubblicato nel 2003 dalla Harvard Business School Press.

Seguendo le modalità di “Innovazione Aperta”, aziende internazionali più evolute come Google, Samsung, Kodak, Sony, Amazon, hanno saputo mettere in atto efficaci strategie innovative.

Si tratta di un nuovo approccio all’innovazione grazie al quale le imprese sperimentano un modo nuovo di interagire con l’esterno per generare più valore e riuscire a competere al meglio nel mercato. Lo studioso infatti rifletteva sui sempre più costosi e rischiosi processi di ricerca e sviluppo, che a seguito della forte globalizzazione hanno visto dimezzarsi il ciclo di vita dei loro prodotti.

In cosa si differenzia

Secondo questo studio alle imprese non bastano le ricerche fatte all’interno dei propri confini, i quali vengono visti comunque in maniera sicura dai più timorosi che preferiscono essere gli unici “proprietari” delle innovazione, ma bensì esse dovrebbero basarsi su idee, risorse e competenze tecnologiche che arrivano dall’esterno, come dalle startup, le Università, Enti di Ricerca, innovatori, fornitori e consulenti. Tutto questo perché, secondo Henry Chesbrough, il tempo della “closed innovation” non basta più per generare nuove idee.

Come si mette in pratica 

Se da un lato le grandi aziende e multinazionali hanno bisogno di innovazione e a tal motivo si rivolgono alle giovani imprese, dall’altro queste ultime, hanno proprio bisogno di un ambiente sicuro che faccia loro da incubatore per crescere e rafforzarsi.

L’Open Innovation si realizza concretamente attraverso i rapporti che l’azienda avvia tramite:

-       Startup

-       Piccole e medie imprese

-       Associazioni o anche singoli individui

-     Contest “call for ideas”, concorsi di idee rivolto a specifichi settori

-       L’offerta di sostegno economico a favore di competizioni per startup

-       Hackathon, convention organizzate di esperti di programmazione e web

-       Accordi inter-aziendali e partnership

-       L’acquisizione di startup innovative

-       Collaborazioni con Università e centri di ricerca

 

I lati positivi:

·    Un processo del genere potrebbe consentire un più rapido time to market, ovvero un tempo minore dall’ideazione del prodotto o servizio alla sua immissione nel mercato.

 

·      Si diventa più competitivi rispetto a chi produce al proprio interno perché le idee innovative vengono di per sé ricavate dai player esterni al perimetro aziendale.

 

·      Si ottengono nuovi stimoli che per l’azienda sono significativi ma soprattutto essenziali.

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Mai come in questi anni essere una realtà amica dell’ambiente rappresenta il futuro prossimo. Proprio qualche settimana fa si è svolta la conferenza di Glasgow sui cambiamenti climatici, iniziata il primo di Novembre e conclusa lo scorso 13 Novembre. Un'occasione per fare tutti insieme qualcosa di concreto per il pianeta.

A Glasgow i potenti della terra hanno gettato le basi per una tavola rotonda di iniziative a lungo termine, alle quali si sono aggiunti aiuti economici e maggiori finanziamenti per i paesi in via di sviluppo; fondi destinati al contrasto dell’inquinamento e dei cambiamenti climatici. I paesi aderenti hanno poi appoggiato l’impegno per la riduzione delle emissioni di metano e, infine è stato definito il codice di Parigi sul clima. Un primo passo per un cambiamento radicale che necessita di ulteriori sforzi con un impegno serio e costante da parte di tutti.

Gli importanti cambiamenti che ci attendono

Se da un lato la tecnolgia del trasporto elettrico è ben avviata e tutti i brand delle auto lanciano modelli ecologici, si sta diffondendo l'alternativa allo stesso elettrico, l'idrogeno. Non è una tecnologia recente, tutt'altro, però rappresenta oggi una realtà concreta e applicabile nella vita di tutti i giorni: funziona attraverso una cella che combina ossigeno e idrogeno per formare acqua, energia elettrica e calore. La sostituzione della plastica è l’obiettivo principale perseguito già da qualche anno a questa parte ed esistono diverse start up che producono elementi sostitutivi ecosostenibili, dando finalmente la possibilità  a tutti di fare qualcosa di concreto per il nostro pianeta e, soprattutto, di credere che le cose possano cambiare presto.

In Italia esiste un settore produttivo tradizionale legato a macchinari e tecnologie "artigianali" e poco innovative che oggi cominciano a rappresentare un vero problema per l'ambiente: un'azienda che possiede macchinari che oggi sono considerati inquinanti e quindi non più utilizzabili, sarebbe costretta in questo modo a chiudere i battenti. Per potersi adeguare al resto dell'Europa e dei paesi sviluppati, l'Italia attraverso il Pnrr, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, prevede incentivi e fondi importanti per rilanciare l'economia dopo la pandemia di Covid 19. In questo modo si promuove lo sviluppo verde e digitale del Paese con un'educazione volta alla formazione veerso i comportamenti eco-sostenibili.

Promuovere la propria impresa con il "green marketing"

Far sapere che la nostra attività è attenta all'ambiente può essere un ottimo messaggio pubblicitario. Il marketing deve essere improntato su tutto ciò che è green, ovvero per essere credibili, tutto quello che riguarda il ciclo produttivo o il servizio devono essere eco-sostenibili. Il green marketing è uno strumento fondamentale che utilizza i social e l'ecologia per diffondere comportamenti compatibili con l'ambiente.

Proporre servizi più ecologici

La maggiore sensibilità all'ambiente fa sì che le persone siano disposte a pagare di più per avere prodotti e servizi con un impatto ambientale minore. Questa cosa è sfruttabile in tanti ambiti, ad esempio offrendo packaging ecosostenibili ottenuti dalla filiera agro industriale per imballare prodotti agroalimentari. Un altro esempio interessante è quello dell'hosting eco-sostenibile delle webfarm che utilizzano computer molto potenti sistemati all'interno di capannoni industriali e alimentati semplicemente da energia rinnovabile solare. La produzione di questa energia deriva dai pannelli solari montati sui tetti dei capannoni, così da creare un ciclo che produce e consuma energia in modo autonomo.

L'economia circolare come opportunità

Già da qualche anno si parla di "economia circolare" per indicare quel sistema basato sulla rigenerazione e sull'attenzione all'impatto ambientale. Il rifiuto prodotto da un'azienda può essere materia prima di un'altra e questo può creare nuove sinergie. Esistono tantissime aziende che basano la loro identità su questo approccio e sono riuscite a crearsi una fetta di mercato consistente, nonchè a diffondere uno stile di vita amico dell'ambiente. Su questo tema sono nati tanti spin off universitari come ChEERS, che trasforma gli scarti della filiera vitivinicola in una sostanza ecologica utilizzabile per la costruzione di celle solari. La sostanza in questione è un colorante organico, che va a sostituire il silicio e reagisce alla luce solare producendo energia.

Start up ed idee a misura di ambiente

Essere attenti all'ambiente è una delle grandi sfide di questo secolo e molti ne stanno diventando consapevoli: c'è chi ha colto la maggiore sensibilità ambientale delle persone per creare siti che si occupano di offrire un servizio per l'ambiente, come piantare alberi in qualsiasi posto nel mondo (ad esempio treedom). La particolarità di questa idea è legata soprattutto all'aspetto simbolico: si investe una piccola cifra per l'acquisto del servizio, per dedicarlo ad una persona cara e per aiutare l'ambiente.

Spesso le idee migliori nascono dalle esigenze personali, è il caso della turbina eolica carica batterie da escursione. Quante volte succede che il cellulare o addirittura un computer, o ancora una macchina fotografica si scarichino proprio quando ci serve? Purtroppo succede molto spesso. Una start up ha trovato la soluzione, tra l'altro molto interessante: tramite una turbina eolica, quindi ricaricabile con la forza del vento, nasce un dispositivo che usa energia rinnovabile portatile. Ultimamente la sensibilizzazione a certi argomenti legati alla sostenibilità ha smosso tante coscienze , a partire dal mondo politico che cerca di abbattere gli sprechi che hanno ridotto il nostro pianeta ad una "bomba ad orologeria" pronta a scoppiare. Le continue ricerche sui materiali, hanno dimostrato che anche lo scarto finalmente diventa una fonte energetica riutilizzabile che alimenta altre cose: una sorta di sistema circolare che trasforma ed utilizza energia per produrre nuova energia. In riferimento ai tempi di recupero dell'investimento, si parla di “energy payback time”, ovvero tempo di ammortamento energetico ed è un'analisi utile per evitare sprechi e costi troppo onerosi per l'utilizzo di materiali.

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