Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per rilanciare l'economia in Italia

Vediamo più da vicino il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che mette a disposizione fondi europei per operare sul territorio e sulla produzione nazionale. Lavoro, formazione, occupazione, ambiente, turismo, cultura e parità di genere al centro del Piano.

Piano di fondi per l'Italia

Antonella Santoro 10/12/2021 0

Il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) è una misura volta ad aumentare il Pil dell’Italia che ha subìto uno stop forzato a causa della pandemia da Covid-19. L'obiettivo è quello di aumentare il tasso di occupazione nei settori produttivi e dei servizi. Con le risorse economiche messe a disposizione dal PNRR (235 miliardi di euro tra europee e nazionali, di cui circa il 30% a fondo perduto), utilizzabili entro il 2026, sono già partiti i lavori in previsione dell'ammodernamento di diversi settori dell’economia italiana.

Obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

Il PNRR nasce a partire dal programma lanciato dall’Unione Europea per rispondere alla crisi per la pandemia, il Next Generation EU (NGEU), un mega intervento che prevede 750 miliardi da distribuire ai paesi beneficiari per intervenire sulla digitalizzazione, sulla transizione ecologica e sulla parità di genere promuovendo la formazione e l’aggiornamento. Approvato lo scorso 22 giugno dalla Commissione Europea, prevede una divisione delle risorse in base a 6 missioni che verranno messe in atto in modo consequenziale e che interessano: la digitalizzazione, l’innovazione, la competitività, la cultura e il turismo, la rivoluzione verde la transizione ecologica, le infrastrutture per una mobilità sostenibile, l’istruzione e la ricerca, l’inclusione e la coesione, la salute. L’Italia è beneficiaria di due strumenti del NGEU: Il RRF che corrisponde al Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e che equivale a 191, 5 miliardi di euro (di cui 68,9 miliardi sono risorse a fondo perduto) e poi il Pacchetto di Assistenza alla Ripresa per la Coesione e i Territori d’Europa (REACT-EU).

Nello specifico le risorse che spettano all’Italia prevedono che il 40% di esse sia rivolto al Mezzogiorno e riguardano le opere strutturali, l’occupazione, l’imprenditoria e la parità di genere, oltre che la ristrutturazione delle aziende giù preesistenti rispetto alle direttive sull'ambiente imposte dall’Unione Europea.

Anche la giustizia prevede una serie di cambiamenti nei processi: si va dalla semplificazione del rito civile processuale in primo grado, nonchè in appello e diventa applicabile a tutti gli effetti il processo telematico. Per quanto riguarda invece il processo penale, si lavora sulla riforma delle fasi di indagini e dell’udienza preliminare, poi ampliare il ricorso ai riti alternativi, rendere selettiva l’azione penale e l’accesso al dibattimento, nonché precisare i termini di durata dei processi. Questo permette anche una sburocratizzazione importante di molte pratiche, non solo a livello processuale, ma soprattutto attraverso la digitalizzazione e l'adeguamento agli altri paesi dell'Unione Europea.

Altro punto di azione previsto nel PNRR è la tutela della concorrenza che prevede maggiori controlli degli illeciti attraverso la Commissione Europea e l’Autorità Garante della Concorrenza. Per garantire trasparenza amministrativa sull’utilizzo dei fondi europei spettanti all’Italia, il Governo ha predisposto uno schema di Governance capeggiata dal Ministero dell’Economia.

Modalità di erogazione del PNRR

Si può accedere ai fondi previsti nel Pnrr attraverso dei bandi che nel corso del periodo 2021-2026 verranno pubblicati dalle amministrazioni del territorio. In quegli specifici casi si potrà partecipare al concorso attraverso la presentazione di un progetto che verrà valutato da una commissione esaminatrice. Vinceranno il bando solo quelle aziende che risponderanno a specifici requisiti e presenteranno un progetto valido. 

Le amministrazioni centrali e gli enti locali saranno inoltre chiamati a redigere, in base alla conoscenza delle proprie necessità nazionali e locali e alla risorse messe a disposizione, dei bandi quanto più chiari e trasparenti possibili attraverso le Istruzioni del Ministero dell'Economia e delle Finanze. In seguito, le stesse selezioneranno poi i progetti meritevoli e riporteranno un riscontro positivo al Servizio Centrale PNRR

 

 

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Antonella Santoro 15/10/2021

Incentivi a fondo perduto dedicati ai patti territoriali

Il Ministero dello Sviluppo Economico, in collaborazione con Unioncamere, ha varato un bando dell’ammontare complessivo di centocinquemilioni di euro rivolto a soggetti responsabili di Patti territoriali, ovvero realtà sistemiche (con più rappresentanti ed attori sociali) il cui scopo è quello di elaborare progetti concreti di sviluppo locale. I requisiti richiesti riguardano l’effettiva regolarità degli adempimenti amministrativi (essere iscritti regolarmente al Registro delle Imprese, non avere procedimenti pendenti nel pagamento di fondi erogati precedentemente dal Ministero, essere in pieno esercizio dei propri diritti e doveri, non avere legali rappresentanti condannati).

Nello specifico, i progetti pilota riguardano lo sviluppo imprenditoriale locale e devono rispondere ad una, o, al massimo due, delle tematiche proposte, nonché privilegiare le proposte sui servizi innovativi, valorizzando modelli imprenditoriali efficienti:

  • Competitività del sistema produttivo in relazione alle potenzialità di sviluppo economico dell’area interessata
  • Valorizzazione delle risorse naturali, culturali e del turismo sostenibile
  • Transizione ecologica
  • Autoimprenditorialità
  • Riqualificazione delle aree urbane e delle aree interne

Per poter essere esaminati dai responsabili della selezione (5 componenti appartenenti ad Unioncamere, Ministero dello Sviluppo Economico e Ministero dell’Economia), i progetti pilota devono:

  • Essere collocati nell’area di interesse del Patto Territoriale (strumento agevolativo utile a questi bandi)
  • Sugli interventi pubblici è necessario prevedere un progetto di “fattibilità tecnica ed economica”, ovvero l’effettiva possibilità di realizzare interventi come da progetto
  • Per quanto riguarda i progetti che riguardano il pubblico, gli interventi dovranno rispettare i 60 mesi a partire dall’assegnazione effettiva al soggetto imprenditoriale e 48 mesi invece per ciò che riguarda invece il privato

A ciascun progetto pilota vincitore, sarà assegnato un contributo di 10 milioni di euro. I requisiti richiesti al soggetto proponente riguardano anche la compilazione del progetto in modo corretto, ovvero attestante:

  • Nome e dimensioni del soggetto richiedente
  • Descrizione del progetto e data di inizio e fine
  • Dove si sviluppa il progetto
  • Prezzario delle risorse richieste nel progetto
  • Tipologia di agevolazione richiesta ed importo richiesto per la sua realizzazione                                                                                                              

Come presentare la domanda?

Per prima cosa, la domanda può essere inoltrata a partire dal quindicesimo giorno dalla data di pubblicazione del presente bando sulla Gazzetta Ufficiale fino al 15/02/2022 ed esclusivamente tramite Posta Elettronica Certificata all’indirizzo progetti.pilota@legalmail.it

Sarà necessario allegare:

  • progetto pilota;
  • studio di fattibilità tecnico economica finalizzato ad illustrare i contenuti tecnici della proposta;
  • analisi costi benefici sulla fattibilità economico finanziaria dei singoli interventi;
  • previsioni economico finanziarie fino al termine delle attività dei singoli interventi;
  • documentazione atta a dare evidenza della procedura di selezione applicata dal soggetto responsabile proponente e che la stessa sia stata attuata in modalità trasparente ed aperta;
  • copia delle domande di agevolazione relative agli interventi pubblici e/o imprenditoriali selezionati dal soggetto responsabile proponente e facenti parte del progetto pilota oggetto di richiesta di assegnazione dei contributi.

Entro 120 giorni dalla chiusura del bando, la commissione esaminatrice sceglierà i progetti pilota vincitori. Nella fase di esecuzione dei lavori, il soggetto vincitore dovrà consegnare tutta la documentazione necessaria a rendicontare le spese sostenute e le fasi di esecuzione dei lavori entro 60 giorni dalla conclusione.

 I soggetti responsabili provvedono, invece, alla rendicontazione al Ministero. Tale ammontare complessivo è ripartito in dieci quote semestrali, di pari importo, a partire dalla prima quota erogata entro 30 giorni dalla data del provvedimento di assegnazione dei contributi

Gli interventi ammissibili quali sono?

Progetti di investimento, progetti di avviamento, progetti di innovazione, progetti di investimento nel settore della produzione agricola primaria, progetti di investimento nel settore della trasformazione e della commercializzazione di prodotti agricoli e progetti di investimento nel settore della pesca e dell’acquacoltura

 

 

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