RitegBankWeb, il software per capire se c'è usura bancaria
Da un'idea di un commercialista pugliese nasce un applicativo con cui è possibile analizzare conti correnti, mutui, aperture di credito e altre operazioni bancarie al fine di verificare se ci sono stati azioni di usura
Andrea Pastore 10/07/2019 0
La tecnologia investe tutti i settori, compresi i lavori che sembrano immbutabili come quello del commercialista, che a dispetto di quanto si potrebbe immaginare si presta a delle innovazioni, anche grazie al fatto che viene svolto dai più in modo tradizionale e quindi c’è spazio per l’innovazione. La storia di cui parliamo oggi è un esempio: ne parliamo subito con Francesco Leo, ideatore di RitegBankWeb.
Ciao Francesco, com’è nata l’idea di RitegBankWeb?
Noi nasciamo come uno studio di commercialisti e avvocati che fanno consulenza alle aziende. Io personalmente facevo consulenze per una banca, ma quel mondo non mi piaceva e ho cominciato a guardarmi intorno. Mi sono quindi avvicinato ad uno studio professionale più moderno, che decide di sfruttare internet per la ricerca di clienti e offriva servizi molto innovativi, tra cui la possibilità di capire se una banca faceva usura.
Questi calcoli però erano complessi, ed è nata l’esigenza di renderli più semplici con un software. Nel tempo vari professionisti sono venuti a sapere del nostro software e ci chiedevano di fare questi calcoli per conto loro, da qui è nata l’idea di creare un’app.
Come funziona il software?
Il software richiede di inserire i movimenti bancari del conto interessato (tramite un processo di inserimento agevolato), poi consente di fare varie analisi: usura, anatocismo, analisi delle rimesse prescritte e altro. Per ogni analisi il software tiene conto della legge vigente per quel settore e genera un report. Se viene notata un’irregolarità il software da la possibilità di ricostruire il conto per capire quanto la banca ha preso ingiustamente.
Il settore dei commercialisti non è molto innovativo, come è stato accolto il software dai colleghi?
È una questione di generazione: gli anziani non sono interessati ai nuovi struenti, addirittura qualcuno ci chiede di effettuare i calcoli, i giovani invece accolgono con piacere nuovi strumenti che consentono di semlificare il loro lavoro
Quanto tempo dopo è stato necessario per sviluppare il prodotto?
Il software ha richiesto tre anni di sviluppo, poi dalla versione desktop c’è stata la migrazione alla versione web. Prima di pubblicare l’app abbiamo però fatto fare un’analisi dal cnr di Pisa, per ottenere una certificazione da un ente autorevole.
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